Message in a bottle

Message in a bottle

30/10/08

Athensquare

Il titolo del blog era un po' ambizioso, ovvero richiamare le antiche piazze ateniesi nelle quali i filosofi amavano discutere delle varie tematiche. In questo senso, il blog voleva essere uno spazio libero, luogo di incontro tra credenti e non credenti, nel rispetto delle reciproche differenze e vedute.
Ho notato però uno scarso interesse, sia perchè non ho pubblicizzato sicuramente il blog, che si alimenta dai motori di ricerca (un "mordi e fuggi", un fruire di articoli e... arrivederci e grazie) ma anche perchè l'aspetto spirituale oggi è ritenuto pressochè inutile. Nel migliore dei casi c'è indifferenza piuttosto che contrapposizione.
Eppure bisognerebbe rileggersi alcune bellissime pagine di C.Jung che parla della struttura religiosa della coscienza, dell'archetipo Dio, dei disturbi che ci possono essere quando la sfera spirituale non è armonizzata con quella materiale. Oppure quelle di Bruno Forte, quando dice che in ogni credente c'è una parte di ateo e in ogni ateo una parte di credente poichè entrambi sono accomunati dalla fatica della ricerca della verità.
Sarà questa la volta buona?

09/10/08

Cosa accadde nel conclave


Estratto del discorso di Benedetto XVI del 25 aprile, nell’originale tedesco e nella versione italiana apparsa su “L’Osservatore Romano” del 27 aprile


Als langsam der Gang der Abstimmungen mich erkennen ließ, daß sozusagen das Fallbeil auf mich herabfallen würde, war mir ganz schwindelig zumute. Ich hatte geglaubt, mein Lebenswerk getan zu haben und nun auf einen ruhigen Ausklang meiner Tage hoffen zu dürfen. Ich habe mit tiefer Überzeugung zum Herrn gesagt: Tu mir dies nicht an! Du hast Jüngere und Bessere, die mit ganz anderem Elan und mit ganz anderer Kraft an diese große Aufgabe herantreten können. Da hat mich ein kleiner Brief sehr berührt, den mir ein Mitbruder aus dem Kardinalskollegium geschrieben hat. Er erinnerte mich daran, daß ich die Predigt beim Gottesdienst für Johannes Paul II. vom Evangelium her unter das Wort gestellt hatte, das der Herr am See von Genezareth zu Petrus gesagt hat: Folge mir nach! Ich hatte dargestellt, wie Karol Wojtyla immer wieder vom Herrn diesen Anruf erhielt und immer neu viel aufgeben und einfach sagen mußte: Ja, ich folge dir, auch wenn du mich führst, wohin ich nicht wollte. Der Mitbruder schrieb mir: Wenn der Herr nun zu Dir sagen sollte “Folge mir”, dann erinnere Dich, was Du gepredigt hast. Verweigere Dich nicht! Sei gehorsam, wie Du es vom großen heimgegangenen Papst gesagt hast. Das fiel mir ins Herz. Bequem sind die Wege des Herrn nicht, aber wir sind ja auch nicht für die Bequemlichkeit, sondern für das Große, für das Gute geschaffen. So blieb mir am Ende nichts als Ja zu sagen...

* * *


Quando, lentamente, l’andamento delle votazioni mi ha fatto capire che, per così dire, la scure sarebbe caduta su di me, la mia testa ha incominciato a girare. Ero convinto di aver svolto l’opera di tutta una vita e di poter sperare di finire i miei giorni in tranquillità. Con profonda convinzione ho detto al Signore: non farmi questo! Disponi di persone più giovani e migliori, che possono affrontare questo grande compito con tutt’altro slancio e tutt’altra forza. Allora sono rimasto molto toccato da una breve lettera scrittami da un confratello del collegio cardinalizio. Mi ha ricordato che in occasione della messa per Giovanni Paolo II avevo incentrato l’omelia, partendo dal Vangelo, sulla parola che il Signore disse a Pietro presso il lago di Genesaret: seguimi! Avevo spiegato come Karol Wojtyla aveva sempre ricevuto di nuovo questa chiamata dal Signore, e come sempre di nuovo aveva dovuto rinunciare a molto e dire semplicemente: sì, ti seguo, anche se mi conduci dove non avrei voluto. Il confratello mi ha scritto: Se il Signore ora dovesse dire a te “seguimi”, allora ricorda ciò che hai predicato. Non rifiutarti! Sii obbediente come hai descritto il grande papa, tornato alla casa del Padre. Questo mi ha colpito nel profondo. Le vie del Signore non sono comode, ma noi non siamo creati per la comodità, bensì per le cose grandi, per il bene. Così alla fine non ho potuto fare altro che dire sì...

02/10/08

Cosa chiedere nella preghiera


Sono molto legato a Don Bosco, santo di statura elevatissima.

Qui un suo pensiero riguardo la preghiera:


"Quando preghi osserva un ordine di richieste: domanda in primo luogo i beni spirituali, il perdono dei peccati, la luce per conoscere la volontà di Dio, la forza per manternerti nella sua grazia ; poi chiedi la salute fisica, la benedizione sulla tua famiglia, l'allontanamento delle disgrazie e la sicurezza di un lavoro...".


"Mentre state giocando, nelle conversazioni o in altro passatempo, alzate qualche volta la mente al Signore offrendo quelle azioni a Lui".

Le opinioni altrui

Un vecchio e suo figlio andavano a piedi, tirandosi dietro un asino. Un passante osservò: «Questa è bella! Hai un asino e te ne vai a piedi? Lui che è più giovane può camminare, ma tu puoi benissimo salire sulla groppa dell'asino». Il vecchio montò in sella. L'asino trotterellava . Un altro passante sopraggiunto esclamò: «Ma guardate! Il bambino se ne va a piedi ed il vecchio se ne va sulla schiena dell'asino». Il vecchio chiese: «Che cosa dovrei fare?». E l'altro: «Tu scendi, e lascia salire il ragazzo». Il vecchio scese ed il ragazzo vi salì. L'asino riprese il cammino, quando un altro passante fermò la comitiva. Anche questa terza persona volle dire la sua: «Ragazzo, prendi su anche tuo papà. Non vedi che tuo papà non resiste alla violenza del sole?». Così il vecchio e il ragazzo si trovarono seduti insieme in sella all'animale. L'asino continuò a camminare. Questa volta incontrarono un altro passante che li rimproverò: «Avete un bel coraggio a restar seduti in due sulla schiena di questo povero asino. Non vi vergognate? Smontate subito e prendetevelo sulle spalle!».Così scesero e il vecchio ed il ragazzo si caricarono sulle spalle l'asino. Allora colui che aveva dato questo bel consiglio cominciò a battere le mani ed a ridacchiare, dicendo: «L'asino è diventato più importante dell'uomo. Che divertimento!». Il vecchio ed il ragazzo lasciarono cadere violentemente l'asino per terra. Presa dallo spavento, la bestia cominciò a far piroette, dandosi poi alla fuga. Allora il vecchio rimproverò il ragazzo: «Perché l'hai lasciato andare?». Ma il ragazzo si difese: «Sei stato tu a lasciarlo andare!». Intanto l'asino era fuggito via e i due se ne tornarono a casa a piedi. Quando arrivarono videro che l'asino, conoscendo bene la strada, era giunto prima di loro. Allora la gente del villaggio commentò: «Avete un asino che è più furbo dei padroni!».

Tratto da: Silvano Garello, La tigre ingrata e altre favole del Bengala, Edizioni Emi

Cuore mendicante

Mi hai fatto povero tra il sorriso delle stelle, mi hai dato un cuore mendicante per le strade... Passai ramingo di porta in porta e, quando la mia borsa si riempiva, tu mandavi a derubarmi. Al termine della lunga mia giornata vengo a lagnarmi alla soglia della tua ricca casa: ecco la mia sporta vuota! Ti vidi allora scendere a prendermi per mano e mi ritrovai seduto accanto a te sul trono.
(Rabindranath Tagore)

Ci sono poesie che colpiscono dritte al cuore, come se qualcuno ti rubasse le parole e le scrivesse. L'animo umano, del resto, rimane sempre lo stesso nonostante il passare dei secoli. "Cuore mendicante" è una di queste.

(Ancora un vecchio post del 24/02/05)

01/10/08

Il giorno della mia nascita

Anche questo è un post del vecchio blog...

Con l'aiuto di un amico, sono riuscito a rintracciare le letture della Messa del giorno della mia nascita. Mi ha colpito in particolare questo versetto del Salmo responsoriale di quel Mercoledì piovoso: Ma io confido in te, Signore; dico: «Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni». Liberami dalla mano dei miei nemici, dalla stretta dei miei persecutori. Piove anche oggi... (ma non è il mio compleanno)

Mon ame se répose...

C'è un canto di Taizé molto bello che dice: "Mon ame se répose en paix sur Dieu seul... de Lui vient mon salut... Oui sur Dieu seul mon ame se répose... se repose en paix..."
Nelle macerie dell'anima sale un canto di lode e di fiducioso abbandono a Colui che è Creatore e quindi Signore dell'anima. E nel Signore gli occhi si riposano e il cuore trova la pace...

Pubblicato nel vwecchio blog il 28/12/06

Regardez l'Etoile

Qui que vous soyez, si vous comprenez que votre vie, plutôt qu'un voyage en terre ferme, est une navigation, parmi les tempêtes et les tornades, sur les flots mouvants du temps, ne quittez pas des yeux la lumière de cette étoile, afin d'éviter le naufrage. Lorsque vous assaillent les vents des tentations, lorsque vous voyez paraître les écueils du malheur, regardez l'étoile, invoquez Marie. Si vous êtes ballottés sur les vagues de l'orgueil, de l'ambition, de la calomnie, de la jalousie, regardez l'étoile, invoquez Marie. Si la colère, l'avarice, les séductions charnelles viennent secouer la légère embarcation de votre âme, levez les yeux vers Marie. Si, troublés par l'atrocité de vos crimes, honteux des souillures de votre conscience, épouvantés par la menace du jugement, vous commencez à vous engloutir dans le gouffre de la tristesse et l'abîme du désespoir, pensez à Marie. Dans le péril, l'angoisse, le doute, pensez à Marie, invoquez Marie. Que son nom ne quitte pas vos lèvres ni vos coeurs. Et pour obtenir son intercession, ne vous détournez pas de son exemple. En la suivant, vous ne vous égarerez pas ; en la suppliant, vous ne connaîtrez pas le désespoir ; en pensant à Elle, vous éviterez toute erreur. Si Elle vous soutient, vous ne sombrerez pas ; si Elle vous protège, vous n'aurez rien à craindre ; sous sa conduite, vous ignorerez la fatigue ; grâce à sa faveur, vous atteindrez le but. Et ainsi vous saurez par votre propre expérience tout ce que signifient ces mots : Et le nom de la Vierge était Marie. (Saint Bernard de Clairvaux)

Era doveroso postare questa splendida preghiera, filo conduttore del blog, anche in francese, che poi credo sia la lingua originale in cui è stata composta.

Stern de Meeres

Wenn du erfährst, dass dieses Erdenleben mehr ein Dahintreiben in Wellen, Wind und Wetter ist als ein Dahinschreiten auf festem Land: Wende deine Augen nicht ab vom Licht dieses Sternes, damit du nicht untergehst in den Stürmen. Wenn die Sturmwinde der Versuchungen daherbrausen, wenn du zwischen die Klippen der Drangsale verschlagen wirst, blick auf zum Stern, ruf zu Maria! Wenn dich empor schleudern Wogen des Stolzes, des Ehrgeizes, der Verleumdung, der Eifersucht – blick auf zum Stern, ruf zu Maria! Wenn Zorn, Habsucht oder die Begierde des Fleisches deine Seele erschüttern – blick auf zu Maria! Wenn dich die Last der Sünden drückt und die Schmach des Gewissens beschämt, wenn dich die Strenge des Gerichtes schreckt, wenn du drohst von abgrundtiefer Traurigkeit und Verzweiflung verschlungen zu werden – denk an Maria! In Gefahren, in Ängsten, in Zweifeln – denk an Maria, ruf zu Maria! Ihr Name weiche nicht aus deinem Munde, weiche nicht aus deinem Herzen! Damit du aber ihre Hilfe und Fürbitte erlangest, vergiss nicht das Vorbild ihres Wandels! Folge ihr, und du wirst nicht vom Wege weichen. Bitte sie, und niemals bist du hoffnungslos. Denk an sie, dann irrst du nicht. Hält sie dich fest, wirst du nicht fallen. Schützt sie dich, dann fürchte nichts. Führt sie dich, wirst du nicht müde. Ist sie dir gnädig, dann kommst du ans Ziel und wirst selbst erfahren, wie richtig es heißt: Und der Name der Jungfrau war Maria – Stern des Meeres.
(Bernhard von Clairvaux)

Chi perde la fede...

Molte persone attraverseranno la tua vita, ma solo pochi amici lasceranno impronte nel tuo cuore. Con te stesso usa la testa, con gli altri usa il cuore. Se qualcuno ti tradisce una volta è colpa sua, se ti tradisce due volte è colpa tua. I "grandi" parlano di idee, i "mediocri" parlano di eventi, i "miseri" parlano di persone. Chi perde denaro perde molto, chi perde un amico perde molto di più, chi perde la fede perde tutto. Impara dagli errori degli altri, non vivrai mai abbastanza per farli tutti da solo. Ieri è storia, domani è mistero, oggi è un regalo.
(anonimo)

Sii pronto a spingerti.../Be ready to launch fourth

Sii pronto a spingerti avanti, o cuore! e lascia indugiare chi debba. Poiché il tuo nome fu chiamato nel cielo mattutino. Non aspettare alcuno! Il desiderio della gemma son la notte e la rugiada, ma il fiore sbocciato invoca libera la luce. Frangi l'involucro, o cuore, e n'esci!
(R.Tagore)

Be ready to launch forth, my heart! and let those linger who must. For your name has been called in the morning sky. Wait for none! The desire of the bud is for the night and dew, but the blown flower cries for the freedom of light. Burst your sheath, my heart, and come forth!
(R.Tagore)

Guardare lontano per grandi traguardi


Non mi è mai piaciuto il linguaggio teologico complesso e difficile. Mi ricorda il famoso politichese, che davvero non si capisce...

Sono per la semplicità, non posso negarlo, e stimo le persone che ti fanno subito capire le cose, che vanno al sodo, al nocciolo delle questioni.

Gesù stesso, del resto, parlava difficile?

No..., usava parabole e paragoni tratti dalla vita quotidiana: uva, vite, il fico, farina, lievito...

Forse per questo fu crocifisso?

Non era un teologo che corrispondeva ai canoni?

L'uomo non può snaturare sé stesso e deve sempre guardare lontano, avere l'ambizione di grandi traguardi.