Message in a bottle

Message in a bottle

28/07/13

La difficoltà della preghiera

Non voglio scrivere un trattato su questo argomento, ma solo constatare un'oggettiva difficoltà che ha l'uomo di rivolgersi al trascendente. Sebbene l'istinto di farlo sia innato - e ciò prova una volta di più l'esistenza di Dio - appare a volte un gesto enormemente faticoso. Un credente sa che nella vita agisce anche il demonio, che cerca in tutti i modi di far allontanare lo sguardo da Dio, e non tutti riescono a vincere questa battaglia perché si arrendono troppo facilmente. Tuttavia, chi prega regolarmente conosce i grandi benefici che ne fuoriescono, benefici di tutti i tipi, materiali e spirituali. Qualcuno domandò all'abate Macario, uno dei grandi padri del deserto, come si dovesse pregare, e la sua risposta fu: "Non è necessario pronunciare parole vane, è sufficiente tendere la mano e dire: Signore, come vuoi e come sai, abbi pietà di me. Quando siamo tentati è sufficiente dire: Signore, aiutami! giacché egli sa che cosa è bene per noi e sarà misericordioso". Questa invocazione dovrebbe essere ripetuta anche nei confronti dell'accidia spirituale, ed invocare l'aiuto proprio per poter alimentare il dialogo con Dio, consapevoli che stiamo combattendo una battaglia spirituale che si concluderà solo al nostro ultimo respiro. Concludo questa breve riflessione citando ancora un padre del deserto, Agatone: "Perdonatemi, ma credo che non vi sia sforzo maggiore di quello di pregare Dio. Anche quando l'uomo vuole pregare, infatti, i suoi nemici intendono impedirglielo. infatti sanno che non potranno ostacolare i suoi progressi, se non allontanandolo dalla preghiera. Qualunque sia la buona opera intrapresa da un uomo, se egli persevererà in essa, vi troverà pace. Ma per quanto concerne la preghiera, dovrà lottare fino all'ultimo respiro".

06/07/13

La coerenza

Viviamo in un mondo in cui conta l'apparenza, dove il successo è spesso misurato da quello che dicono gli altri di noi. E' un gigantesco inganno: ciò che conta è seguire la nostra coscienza, non il successo. Se uno non sta bene con se stesso, a che serve star bene con gli altri? Poi è vero che la coscienza va formata rettamente, perché si possono compiere le peggio cose seguendo la coscienza. Se Dio non viene messo al centro, allora l'uomo diventa il criterio di giudizio di se stesso. In una parola, senza Dio si è dio.