Message in a bottle

Message in a bottle

30/12/13

Look at the Star

O, you who are cast about in the floods and storms of this world, do not turn your eyes from the splendor of this star, unless you would be overwhelmed. If the winds of temptation surge about and you are cast upon the rocks of trial and testing, look to the star, call upon Mary. If you are thrown down by the waves of pride, ambition, slander, jealousy; look to the star, call upon Mary.If anger, greed, or the lure of the flesh pound against the ship of your heart, look to Mary. If the vastness of your sin disheartens you, if your guilt confuses you and shames you, if you stand in terror of the judgement, if you tremble on the brink of a sadness that threatened to consume you, on the edge of despair, think of Mary.In danger, in suffering, in doubt, think of Mary, call upon Mary. Let her not be absent from your speaking, let her not be absent from your heart. And that you might gain the help of her prayers, keep the example of her prayer ever in mind.Following her, you will not lose your way.Calling on her, you will not give up hope.Thinking of her, you will not go wrong.With her to uphold you, you will not fail.With her to protect you, you will not be afraid.With her to lead you, you will not grow weary.With her to plead your cause, you will arrive safe.And so you will experience for yourself how rightly it is said:"And the virgin's name was Mary."

(Bernard of Clairvaux)

Genitori e figli

Curiosando nei blog dei miei lettori, ho scoperto delle perle,  come questa poesia
 dedicata al proprio papà da Elvie. Mi ha fatto pensare a quanto può essere forte l'amore per i nostri genitori, ma per quanto grande possa essere, il loro amore nei nostri confronti è ancora più forte. Attraverso i nostri genitori, Dio ha voluto darci un'amore concreto che fosse diretta espressione del suo amore per noi. Un giorno lo capiremo fino in fondo, quando le nebbie si saranno diradate ed ogni "perché" avrà una risposta.

29/12/13

Il restyling del blog

Qualche lettore fisso avrà storto la bocca nel vedere il totale restyling del blog, e si sarà chiesto a cosa è dovuto. Niente di più semplice e banale: non è stato un capriccio improvviso, poiché visto che ormai scrivevo un paio di volte l'anno, sono andato a curiosare tra i nuovi template proposti da Blogger ma quando ho visto che non mi piacevano, volevo tornare indietro ma, non avendo fatto il preventivo backup, ahimé non potevo più farlo, anche perché l'impaginazione che avevo era qualcosa di suigeneris, e comunque costruita usando i vecchi strumenti forniti da Blogger. Si dice che la necessità fa virtù, e quindi mi sono ingegnato per trovare il miglior template possibile tra quelli a disposizione. Il risultato finora mi soddisfa pienamente, anche se ancora non sono riuscito, con le conoscenze limitatissime che ho riguardo il linguaggio HTML, ad apportare qualche altra modifica che avrei in mente.
Cosa ci fa capire questa faccenda apparentemente banale?
- "Dio scrive dritto su righe storte": Dio si serve delle situazioni negative per trarre del bene per la nostra anima e per la nostra vita;
- la vita è una continua trasformazione: niente rimane immutabile, ma tutto cambia e si trasforma, anche se rimaniamo sempre noi stessi. "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, non porta frutto" dice Gesù. C'è bisogno di morire per rinascere. Il bimbo nel grembo materno deve "morire" per vedere la luce, c'è bisogno di morire un giorno per rinascere. C'è stato bisogno di rinunciare al bel template nero (e intimistico) precedente per partorire questo bel blog adesso. Ma io sono sempre lo stesso, sebbene con un vestito diverso;

28/12/13

Il bene ed il male

Nel secondo libro, "Le due torri", della celebre trilogia "Il signore degli anelli" di Tolkien, Eomer chiede ad Aragorn;
"Come può un uomo in tempi come questi decidere quel che deve fare?". Ed Aragorn risponde:
"Come ha sempre fatto. Il bene e il male sono rimasti immutati da sempre, e il loro significato è il medesimo per gli Elfi, per i Nani e per gli Uomini. Tocca ad ognuno di noi discernerli, tanto nel Bosco d'Oro quanto nella propria dimora".

Quindi: no al relativismo morale, no alla coscienza come supremo organo decisionale su ciò che è bene e ciò che è male, ma "organo spirituale" dove si riconosce il bene ed il male (oggettivi, non cambiano al cambiare delle mode) e quindi ci si uniforma alla volontà di Dio.

27/12/13

L'adorazione

Nella trincea quotidiana in cui si svolge l'esistenza degli adulti non c'è posto per una cosa come l'ateismo. Non è possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono. La sola scelta che abbiamo è su che cosa adorare.
David Foster Wallace

La natura dell'amicizia

"Non mi stupisco-personalmente-del fatto che i nostri antenati considerassero l'amicizia come qualcosa che ha il potere di sollevarci quasi al di sopra dell'umanità. Questo amore, libero dall'istinto, libero da tutti i doveri che non siano quelli liberamente assunti dall'amore, quasi totalmente immune dalla gelosia e libero, senza riserve, dal bisogno di sentirsi necessario, è eminentemente spirituale. È il tipo di amore che potremmo immaginare ci sia tra gli angeli. Avremmo forse trovato un affetto naturale che coincide con l'amore stesso?"
[C. S. Lewis - I quattro Amori]


25/12/13

Dov'è il festeggiato?

Oggi a Messa mi ha colpito questo passo dell'omelia del sacerdote:


Qualcuno è mai andato ad una festa di compleanno senza il festeggiato? Direi di no... Eppure, in questi giorni molti hanno speso tanto tempo nei centri commerciali per fare compere, addobbi nelle case, decorazioni a tavola, qualcuno si è anche sentito male per il troppo cibo... eppure, oggi è il compleanno di Gesù e in molti casi manca proprio il festeggiato"

Niente di più vero. Questa festa è sentita da tutti, credenti e non, ma mi chiedo: gli atei che si scambiano gli auguri oppure i credenti cosiddetti "non praticanti", cosa e chi festeggiano in realtà?

22/12/13

Cos'è la gioia?

Nell'augurare Buon Natale a tutti i naviganti, sottopongo alla vostra meditazione una splendida riflessione di Benedetto XVI:

"la gioia. Da dove viene? Come la si spiega? Sicuramente sono molti i fattori che agiscono insieme. Ma quello decisivo è, secondo il mio parere, la certezza proveniente dalla fede: io sono voluto. Ho un compito nella storia. Sono accettato, sono amato. Josef Pieper, nel suo libro sull’amore, ha mostrato che l’uomo può accettare se stesso solo se è accettato da qualcun altro. Ha bisogno dell’esserci dell’altro che gli dice, non soltanto a parole: è bene che tu ci sia. Solo a partire da un “tu”, l’“io” può trovare se stesso. Solo se è accettato, l’“io” può accettare se stesso. Chi non è amato non può neppure amare se stesso. Questo essere accolto viene anzitutto dall’altra persona. Ma ogni accoglienza umana è fragile. In fin dei conti abbiamo bisogno di un’accoglienza incondizionata. Solo se Dio mi accoglie e io ne divento sicuro, so definitivamente: è bene che io ci sia. È bene essere una persona umana. Dove viene meno la percezione dell’uomo di essere accolto da parte di Dio, di essere amato da Lui, la domanda se sia veramente bene esistere come persona umana non trova più alcuna risposta. Il dubbio circa l’esistenza umana diventa sempre più insuperabile. Laddove diventa dominante il dubbio riguardo a Dio, segue inevitabilmente il dubbio circa lo stesso essere uomini. Vediamo oggi come questo dubbio si diffonde. Lo vediamo nella mancanza di gioia, nella tristezza interiore che si può leggere su tanti volti umani. Solo la fede mi dà la certezza: è bene che io ci sia. È bene esistere come persona umana, anche in tempi difficili. La fede rende lieti a partire dal di dentro"


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